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Per la sua incantevole posizione geografica, sul vertice di un ameno colle (473 mt.), che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere, la città è stata definita “Ringhiera dell'Umbria”.
Celebre altresì per gli affreschi delle sue chiese, che ne fanno un punto di riferimento essenziale per la conoscenza della pittura umbra. Inoltre i suoi santuari rappresentano, nel turismo religioso, una tappa importante, ancora quasi tutta da scoprire, della spiritualità umbra. |
La coltivazione della vite nel territorio di Montefalco risale ad epoca romana: Plinio il Vecchio racconta di un vino di particolare pregio ricavato dall'uva 'Itriola'. Questa, comunque, non sembra possa essere identificata con l'uva 'Sagrantino' il cui vitigno sarebbe stato portato da frati francescani dall'Asia Minore. E' proprio a questa uva, coltivata solo in queste colline e tra le mura della città che si deve la fortuna enologica di Montefalco. La zona di produzione dei vini 'Montefalco' è al centro dell'Umbria, in un area di 16.000 ettari totalmente collinare, in ottima posizione e dalle particolari caratteristiche geologiche. Il Sagrantino è impiantato si 100 ettari con una produzione media annua di 3.000 ettolitri per il tipo secco e di circa 500 ettolitri per il passito.Duecentocinquanta ettari sono invece dedicati alla produzione dei circa 10.000 ettolitri di Rosso. La produzione del Bianco 'Montefalco', di recente tradizione, impegna attualmente circa 10 ettari e non supera i 600 ettolitri.
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